Ultima lezione di musicoterapia di gruppo con Letizia e Fabio
Lunedì 23 giugno i ragazzi inseriti nel gruppo di musicoterapia hanno salutato Letizia e Fabio, i musicoterapeuti che li hanno seguiti durante il corso appena concluso.
Questo il resoconto del percorso svolto insieme:
“Quest’anno gli incontri di musicoterapia sono stati incentrati sul tema del TEMPO in tutte le sue molteplici sfaccettature: tempo che passa, tempo da dedicare a qualcuno o qualcosa, tempo atmosferico, tempo musicale.
Siamo partiti da una riflessione con i ragazzi che ci ha condotti ad esplorare il tempo in tutte le sue accezioni.
Quello che vi presentiamo oggi sarà un riassunto del percorso fatto insieme a loro e delle parti per noi e per loro più significative.
- A partire dalla domanda “Come avete impiegato il vostro tempo durante le vacanze di Natale?” sono emerse una serie di proposte e idee che sono state trasformate in segno grafico. Disponendo i vari disegni a terra abbiamo creato una partitura informale. Di cosa si tratta? È uno spartito in cui non sono utilizzati i segni convenzionali (note, pause..) ma altro ad esempio le immagini. In un secondo momento sono poi state aggiunte delle parole che i ragazzi hanno pensato in relazione a questa tematica. Abbiamo sonorizzato tale partitura sia improvvisando, sia rispettando i vari turni, aiutati da un direttore (noi conduttori del laboratorio ma anche i ragazzi stessi). Successivamente abbiamo inventato una storia a partire dalle immagini dando spazio alla nostra creatività.
- Dopo aver letto un albo illustrato sono state evidenziate alcune parole, che abbiamo scritto su fogli colorati. Ogni ragazzo ha poi scelto una parola collocando il foglio in una parte della stanza. La stanza si è così trasformata in un arcipelago costellato da isole. Ci siamo inizialmente concentrati sulla gestualità che poteva suggerire ogni parola, accompagnati da una musica di sottofondo. In un secondo momento sono state sonorizzate le varie isole viaggiando da un’isola all’altra, mettendoci in relazione con gli altri partecipanti del laboratorio.
- A partire da un altro albo illustrato dal titolo “Le cose che passano” ci siamo soffermati su un’immagine contenente un bambino che perde un dente da latte. La figura rappresenta un punto di partenza ed è diventata la copertina di un libricino creato per ognuno di noi. All’interno abbiamo inserito un foglio disegnato che rappresenta ora noi nel nostro lavoro, o addirittura un nostro sogno o un desiderio: che cosa vorremmo diventare? Negli incontri successivi abbiamo chiesto loro di portare un oggetto che rappresentasse loro e il lavoro.
- Tale riflessione sul lavoro è stata approfondita in seguito con vari percorsi. Quello che di sicuro ci ha colpito particolarmente è ciò che abbiamo fatto insieme a Carmine, che con materiali recuperati dalla natura (legni, canne, sassi) ci ha fatto viaggiare nel tempo andando nel laboratorio del ciabattino, del falegname e poi in biblioteca.
Tutte queste proposte ci hanno permesso di stimolare:
- consapevolezza sui cambiamenti della vita: pensieri e rielaborazioni in forma sonora;
- riconoscimento ed espressione delle emozioni tramite improvvisazioni con il corpo, la musica, le parole-chiave;
- approfondimento della consapevolezza di sé stessi, emozioni, vissuti attraverso la creazione di disegni utilizzati come partiture informali;
- riflessioni sui significati dei libri e delle storie lette;
- collegamenti fra significati attraverso coreografie gestuali a brani musicali;
- ascolto degli altri e dell’ambiente circostante attraverso narrazioni e paesaggi sonori.
I partecipanti si sono dimostrati disponibili e creativi. Gli incontri si sono basati di più sull’espressione verbale e grafica con lo scopo di motivarli ad una maggiore consapevolezza dei vissuti. La musicoterapia favorisce l’espressione, l’apertura, la relazione.
I laboratori di quest’anno sono stati momenti importanti per rielaborare il presente e il passato in un contesto relazionale. I ricordi emersi all’interno del setting sono stati alleggeriti e visti in prospettiva. La cornice del laboratorio sostiene una comunicazione autentica, dalle fragilità agli slanci vitali.
Pensiamo che i partecipanti si siano sentiti accettati, ascoltati; mobilitati ad esprimersi con pienezza. In alcuni momenti di difficoltà o stanchezza, è stato bello notare la solidarietà reciproca. A volte, fra di loro, si sono spronati a un modo più efficace di affrontare i problemi.
Ringraziamo per la fiducia tutti voi, l’Associazione e l’ospitalità di S. Caterina. Un affettuoso augurio di buona estate.
Fabio e Letizia”


